Ep. 1 – Storie dal mondo: L’Australia

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Cominciamo oggi questa nuova rubrica di Logitravel chiamata “Storie dal mondo“, che ha il fine di raccontarvi aneddoti e curiosità su Paesi, culture, usi e costumi che possono sembrare distanti da noi, andando alla scoperta di avventure e storie davvero uniche al mondo che saranno capaci di sorprenderti e chissà, magari anche ispirarti per un nuovo viaggio.

Non potevamo iniziare questa rubrica con un Paese più curioso, straordinario e affascinante dell’Australia.

 

1. Sapevi che in Australia vivono più canguri che persone?

Si contano infatti intorno ai 45 milioni di canguri mentre gli esseri umani sono poco più della metà. L’Australia é circa 25 volte più grande dell’Italia ma ha una densità di popolazione di gran lunga inferiore. Questo é dovuto prevalentemente alla presenze di zone molto aride, semi desertiche, montagne e quindi luoghi dove storicamente civilizzarsi è stato complicato. Gli australiani distinguono colloquialmente la zona dell’entroterra, arido e semi desertico con il nome di Outback, mentre le aree dell’entroterra che si trovano appena fuori dalle zone costiere dell’Australia contraddistinte da boschi, foreste e arbusti prendono il nome di Bush. In poche parole, il bush australiano è l’area boschiva e “cespugliosa” dell’Australia ed è la dimora di molti esemplari animali e vegetali nativi australiani. Gli australiani spesso vanno in campeggio o fanno escursioni nella boscaglia, ovviamente non in estate, per via della frequenza di incendi boschivi. Questi incendi in realtà sono una parte naturale del ciclo di vita delle regioni dell’entroterra, tuttavia, il cambiamento climatico ha fatto aumentare le temperature e con essa la frequenza e l’intensità di questi incendi boschivi negli ultimi anni. La maggior parte della popolazione si concentra sulla costa, dove sorgono le città più importanti.

2. Ayers Rock (o Uluru)

L’Outback rappresenta un vero e proprio simbolo dell’Australia, per le caratteristiche uniche di quest’area come il terreno particolarmente ferroso e quindi di colore rossastro. Una delle principali attrazioni per i turisti é l’Ayers Rock (Uluru), un monolite ossia un enorme blocco di pietra lungo 3 km e che arriva fino ai 350 metri di altezza anche se la maggior parte della sua grandezza é presente sotto terra (circa 7 chilometri di profondità). Dal 2019 é stato proibita la scalata del monolite per via della pericolosità della stessa e anche perché considerata inopportuna dalla comunità aborigena che storicamente la considera sacra.

3. Le grandi città australiane

(La citta di Victoria in foto in uno skyline di notte)

La zona della costa é ovviamente quella con più densità di popolazione, infatti secondo l’Australian Bureau of Statistics piu dell’80% della popolazione del Paese vive sulla costa.

Per molti turisti Sydney è la capitale non ufficiale dell’Australia: una metropoli multiculturale da più di cinque milioni di abitanti, città più grande dell’Oceania e fra i più famosi poli artistici esistenti. Sull’opposta West Coast, all’incirca alla medesima latitudine di Sydney, troviamo Perth (per farci una idea tra le due città ci sono 3700 km ossia la larghezza di tutta l’Europa), unica grande città della costa ovest australiana, quella sicuramente meno abitata e più selvaggia. La città dell’Australia che può contendersi con Sydney il ruolo di città simbolo australiana è la rivale storica Melbourne che ovviamente rappresenta la seconda città della nazione per dimensioni.  Questa bellissima città si trova di fronte alla Tasmania, nel sud del Paese ed è conosciuta come capitale dello sport e della vita notturna. La principale città australiana che non si trova sulla costa è Canberra, capitale del Paese, a circa 300 km da Sydney e 650 da Melbourne. Canberra fu progettata specificatamente come capitale, anche per non accrescere la sempre presente rivalità tra Sydney e Melbourne, in un’area disabitata fino al 1908, quando, l’architetto di Chicago, Walter Burley Griffin, ideatore del progetto della città, iniziò a riempirla di giardini e parchi moderni di alta tecnologia per i tempi.

4. Straordinaria biodiversità

(Il rarissimo esemplare del casuario australiano)

Ma a cosa é dovuta questa grande biodiversità rispetto al resto del mondo? Sicuramente, la ragione principale viene dal fatto che l’Australia si separò dal super continente Gondwana circa 45 milioni di anni fa e da allora é rimasta distante e isolata rispetto al resto del super continente ed é per questo motivo che su queste terre la vita ha fatto il suo corso in maniera indipendente e ha dato origine a una biodiversità unica. La Grande Barriera Corallina, al largo della costa del Queensland nel nord-est dell’Australia, è la più grande specie vivente sulla Terra, visibile anche dallo spazio. L’ecosistema di 2.300 chilometri di lunghezza comprende migliaia di barriere coralline e centinaia di isole composte da oltre 600 tipi di coralli duri e non. Ospita innumerevoli specie di pesci colorati, molluschi e stelle marine, insieme a tartarughe, delfini e… squali.

5. Ma é vero che in Australia bisogna stare attenti agli animali?

Bisogna stare sempre attenti, ma non c’è troppo da preoccuparsi. Seppur vero che su queste terre le specie si sono evolute in maniera indipendente rispetto al resto del mondo e hanno sviluppato in tanti milioni di anni forme di sopravvivenza davvero uniche: coccodrilli, squali bianchi e specie molto velenose come grandi ragni, meduse, serpenti e polpi, non c’è da allarmarsi troppo quando si visita l’Australia proprio perché la popolazione locale nella storia ha imparato a convivere con tali specie e per questo, le zone contraddistinte dalla presenza di determinati esseri anche potenzialmente pericolosi per l’uomo vengono segnalate, limitate o proibito l’accesso. Le autorità locali fanno particolare attenzione, ovviamente, ai controlli nelle zone turistiche del Paese. Infatti sono molto rari gli attacchi a essere umani da parte di questi animali.

6. Cultura aborigena

La parola aboriginal, in italiano aborigeno, significa “dall’origine” (ab-original dal latino), gli aborigeni australiani furono i primi abitanti dell’Australia, tanto che quando gli inglesi arrivarono per la prima volta nelle terre australiane, nel 1770, questi vivevano in quelle terre da oltre 60.000 anni. Questa popolazione viveva pacificamente, erano distribuiti in circa 300 clan, parlavano lingue proprie e tantissimi dialetti. Ogni clan aveva un legame spirituale con le terre in cui abitava e viaggiava per svolgere le proprie attività. Inoltre, organizzavano incontri rituali e celebrazioni totemiche; secondo i miti aborigeni, gli spiriti ancestrali totemici erano i creatori assoluti di tutti gli aspetti della vita durante la creazione del mondo. Questi spiriti ancestrali rimangono connessi ai fenomeni naturali, al presente, al passato e al futuro attraverso ogni aspetto della cultura aborigena.

Poco più di 100 anni dopo l’arrivo dei primi inglesi, la popolazione degli aborigeni australiani si ridusse scandalosamente. Prima che iniziassero la barbarie, ce n’erano tra 300.000 e 750.000, appena un secolo dopo, poco più di 30.000.

La comunità aborigena è presente tutt’oggi e non gode ancora di una inclusione sociale adeguata.

7. La Tasmania

La Tasmania è conosciuta al mondo per avere l’aria più pulita del pianeta, con paesaggi straordinari, una fauna selvatica unica e una ricca storia che rendono questa destinazione australiana una tappa obbligatoria.

Se guardassimo la cartina geografica, la Tasmania sembrerebbe quasi un gioiello appeso al collo dell’Australia continentale, un’immagine che rispecchia molto quello che rappresenta lo stato più singolare dell’Australia, un gioiello che da sempre aspetta di essere notato e apprezzato. Stato insulare dell’Australia, la Tasmania si posiziona ad appena 240 chilometri a sud-est dell’Australia continentale. La capitale della Tasmania, Hobart, che oltre ad essere la città più a meridione dell’Australia è soprattutto la seconda città più antica dell’Australia.

La Tasmania è uno scrigno naturale di meraviglie con paesaggi incantevoli, flora e fauna uniche e una ricca varietà di vita marina.

Il Monte Ossa per esempio, si trova nel cuore di Cradle Mountain e del Lake St Claire National Park e raggiunge i 1617 metri. Gli appassionati dell’escursionismo possono scalare il Monte Ossa mentre si trovano sull’Overland Track ed essere ricompensati con viste a trecentosessanta gradi del nord ovest della Tasmania, con una visibilità di circa 30 km nelle giornate più favorevoli.

Essendo un’isola abbastanza compatta, non è complicato accedere ai suoi numerosi habitat che comprendono zone umide, catene alpine, praterie, straordinarie costiere e vaste foreste pluviali temperate.

 

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Per questo articolo, può concludersi qui il nostro primo episodio della rubrica “Storie dal mondo” alla scoperta dell’Australia e noi ci rivediamo nel prossimo capitolo 🙂

 

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