Nell’ultimo anno sembra che siano morte circa la metà delle api del mondo: si tratta di una crisi di carattere globale. Nel 2007 si è perso tra il 30 e il 50 per cento delle api in Europa, in alcune aree degli Stati Uniti si sono raggiunte punte del 60-70 per cento. Nella storia erano già successe morie gravi di api come nel 1830, nel 1910, nel 1964 e nel 1980, ma mai così gravi.
In Italia ci sono circa 50 mila apicoltori, più di un milione di alveari, una produzione di oltre 10 mila tonnellate di miele, ma il problema più grave non è tanto la picchiata della produzione di miele ma piuttosto la perdita quasi totale del vettore dell’impolliazione che provocherebbe danni incalcolabili ai raccolti.
La stima della perdita si aggira sul miliardo di euro di raccolti. I raccolti in allarme rosso sono i meloni, i cocomeri, le melanzane, i peperoni, le mele, le ciliegie e le pesche. Per fare un esempio, secondo alcuni studi un melo che dista 300 metri da un alveare arriva a produrre 26 chili di mele/anno mentre uno che dista 1500 metri produce solo 9 chili di mele /anno.
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